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“Trovo pretestuosa e fuori luogo la decisione, ultima in ordine di tempo, del sindaco di Torre del Greco di vietare l’introduzione di fiori freschi nel cimitero comunale nei mesi di luglio e agosto. Una ordinanza che va in controtendenza rispetto a quanto disposto da altri primi cittadini dei comuni della Campania, basti pensare che nella città di Salerno e in quasi tutta la provincia di Avellino e Benevento l’introduzione di fiori freschi nei cimiteri comunale è consentita regolarmente” – è quanto dichiara Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

“Sia ben chiaro non stiamo chiedendo ai sindaci di incentivare l’acquisto dei fiori freschi, ma quanto meno di non ostacolare ancora di più la commercializzazione. Dispiace però che proprio nella città di Torre del Greco, dove una percentuale importante dell’economia locale viene generata da produttori e commercianti di fiori, si decida di chiudere un altro canale di commercializzazione e di sostentamento per il comparto, già fortemente segnato dall’emergenza covid-19” – continua Malafronte.

“Siamo ben lontani da una ripresa del settore. Dopo il blocco imposto dall’emergenza coronavirus e la conseguente distruzione della produzione, oggi il settore è alle prese con una crisi ancora più acuta dettata dall’assenza di eventi e cerimonie. Basti pensare che solo il mancato svolgimento dei matrimoni ha generato una perdita nazionale di circa 200 milioni di euro solo per i fiori recisi. Il tempo che ci separa dalla ripresa vera rischia di lasciare non pochi strascichi di natura economica e sociale” – conclude il presidente del Consorzio.

“Vietare l’utilizzo dei fiori freschi nei cimiteri comunali significa sferrare un ennesimo colpo mortale al comparto florovivaistico della Campania. A rischio ci sono centinaia di posti di lavoro in Campania tra produttori, commercianti all’ingrosso e dettaglio e trasportatori” – esordisce così Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

“Da più parti ci arrivano segnalazioni di sindaci intenzionati a vietare l’utilizzo dei fiori freschi durante il periodo estivo. Quotidianamente sto ricevendo messaggi preoccupanti da parte di produttori, commercianti all’ingrosso e al dettaglio e di trasportatori. Siamo consapevoli che questo 2020 sarà un anno di transizione e di rinvio, molti dei nostri consociati hanno già dovuto distruggere la loro produzione e oggi non sono in grado di poter programmare la prossima produzione. Chiudere i cimiteri nel periodo estivo e vietare l’utilizzo dei fiori freschi di fatto chiude un altro canale di commercializzazione e di sostentamento per il comparto, già fortemente segnato dall’emergenza covid-19” – spiega Malafronte che già nelle scorse settimane aveva lanciato un grido d’allarme.

“Ho avuto modo di partecipare ad un forum on line organizzato dal consigliere regionale del Partito Democratico, Gianluca Daniele, al quale avevo già anticipato tale problematica. Oggi in Campania non c’è una visione unanime su tale provvedimento e quindi ci ritroviamo per esempio con la città di Salerno che ha già deciso di lasciare i cimiteri aperti per tutto l’anno, mentre il comune di Quarto dall’altra ha emanato un’ordinanza di chiusura. Quello che chiediamo è di poter lavorare e di commercializzare i nostri fiori per tale motivo rinnovo il mio appello ai sindaci a scongiurare tale provvedimento e consentire l’accesso dei fiori freschi nelle aree cimiteriali anche in estate. Del resto le cause che avevano portato a tale divieto oggi non sussistono più” – continua il presidente del Consorzio.

“Da metà giugno riprenderà l’attività di wedding e cerimonie, ma non ci facciamo illusioni. Ormai la stagione è persa. Chi deciderà di sposarsi quest’anno? La stragrande maggioranza ha già deciso di rinviare al prossimo anno. Ma il tempo che ci separa dalla ripresa vera rischia di lasciare non pochi strascichi di natura economica e sociale. In Italia il Governo non ha ancora calibrato sulle nostre reali necessità i provvedimenti volti a sostenere la liquidità. Oggi abbiamo bisogno di misure certe che ci permettano di ricominciare a lavorare e produrre” – conclude Malafronte.

Un aiuto rapido ed efficace per un settore essenziale dell’agricoltura italiana. Il gruppo di crisi nazionale del Florovivaismo reclama la giusta attenzione e un sostegno concreto per uscire dall’emergenza covid-19. Un documento unitario, sottoscritto da cooperative, imprese agricole, distretti, associazioni e mercati dei fiori italiani che sarà al centro della discussione in programma il 28 maggio con il Ministro delle Politiche Agricoli e Forestali, Teresa Bellanova.

Nel documento di lavoro del gruppo di crisi nazionale del Florovivaismo emerge con prepotenza che le misure sinora previste in concreto per il comparto sono “decisamente insufficienti a compensare il notevole calo del giro di affari” avvenuto con l’avvento della pandemia.

L’appello del gruppo di crisi nazionale del Florovivaismo al Governo è quello di “individuare soluzioni che garantiscano efficacia ed efficienza, un po’ come quelle messe in campo da alcune regioni, in primis la Campania che ha destinato un apposito fondo di sostegno al comparto florovivaistico” e ci si auspica che “alcuni articoli del decreto legge rilancio siano tarati sul fabbisogno delle imprese del florovivaismo” così da acquisire nuova fiducia e poter “riprogrammare con serenità le proprie produzioni. Allo stato attuale le imprese florovivaistiche non hanno accesso alle garanzie dello Stato e gli istituti di credito continuano a segnalare difficoltà nella valutazione del merito creditizio a carico delle imprese del comparto. Il risultato è che le misure già varate dal Governo per il momento sono state ininfluenti ai fini della sopravvivenza di molte imprese che ancora oggi attendono risposte mirate”.

Il gruppo di crisi nazionale del Florovivaismo chiede in sostanza un intervento in materia di sospensione dei pagamenti di oneri fiscali e contribuitivi, una energica azione politica a livello comunitario, una efficace azione di promozione, un dialogo con il Ministero degli Esteri per riavviare i principali mercati di commercializzazione del florovivaismo bloccati da mesi.

“Il Ministro Bellanova ha già ampiamente messo in evidenza la drammaticità delle conseguenze del Covid-19 sulle aziende florovivaistiche – si legge nel documento. Occorre però ora intervenire senza altri tempi perché non ci sono più i presupposti per arginare la chiusura di molte imprese con un pericoloso effetto domino che potrebbe avere serie conseguenze su molte delle aree del florovivaismo del Paese”.

Il documento unitario è firmato dal Consorzio Produttori Florovivaistici Campani (CPFC); dal Mercato dei Fiori di Ercolano (Napoli) – Cooperativa Masaniello, dalla Cooperativa Flora Pompei, dal Distretto Florovivaistico della Liguria, dai Mercati dei Fiori di Leverano, Taviano, Viareggio, Vittoria, Terlizzi, Sanremo – Amaie, dal Distretto del Cibo e Distretto Florovivaistico di Puglia, dall’Azienda Speciale Mercato dei Fiori della Toscana (A.S.MeFiT), dall’Associazione Florovivaisti e Fioristi Italiani (Affi), dall’Associazione Filiera Florovivaistica del Lazio, dal Distretto Florovivaistico Interprovinciale Pistoia e Lucca, dall’Associazione Florovivaisti Italiani, dall’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (A.N.V.E.), da IL CONTADINO Soc. Coop. Agricola, dal Distretto Florovivaistico Alto Lombardo, dall’Associazione Produttori Florovivaisti – ASPROFLOR, dal Mercato Ingrosso Fiori Torino, da Fiori del Trentino, da La Nuova Floricoltura Meridionale, dal Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia e dalla Società Agricola Consortile – La Mediterranea s.r.l.

“Da mercoledì 20 maggio e per le tre settimane successive sarà possibile inoltrare alla Regione Campania la domanda per accedere ai fondi per il settore del florovivaismo, previsti nell’ambito del Piano Socio Economico legato all’emergenza Covid-19” – è quanto dichiara Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

La misura che prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro rientra nel piano predisposto dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Le domande potranno essere presentate presso il proprio CAA di riferimento.

“Vogliamo esprimere il nostro più vivo ringraziamento al presidente Vincenzo De Luca, alla sua giunta, al consigliere per l’agricoltura Regione Campania Nicola Caputo e alle associazioni di categoria per aver tenuto debitamente in considerazione le nostre istanze” – spiega Malafronte.

“In questo momento di forte emergenza e criticità il settore florovivaistico ha dimostrato unità e solidarietà di intenti. Non è un caso che proprio grazie all’azione sinergica portata avanti dal Consorzio Produttori Florovivaisti Campani siamo riusciti ad arrivare all’apertura del bando in tempi relativamente celeri. L’azione di raccolta delle schede di valutazione dei danni, predisposta dalla nostra struttura tecnica, guidata dal nostro instancabile dottor Francesco Romano e dalla sua collaboratrice dottoressa Roberta Giordano, ha permesso agli uffici regionali di poter avere un quadro pressoché completo dello stato in cui versa il comparto nella nostra regione a seguito del blocco legato all’emergenza coronavirus”.

Una mappatura dei danni “che è stata fondamentale per richiedere la Calamità Naturale Regionale e Nazionale e per avviare la richiesta del Fondo Emergenziale per il Comparto Florovivaistico Nazionale che per la prima volta si è dimostrato compatto” – spiega Malafronte.

Sono state oltre 400 le schede pervenute agli uffici del Consorzio. Una modalità di raccolta dati che è stata seguita anche dai consorzi e organizzazioni delle altre regioni italiane: “Quando siamo stati contattati dai colleghi di altre parti d’Italia non abbiamo avuto nessuna esitazione a mettere a disposizione la nostra struttura questo ci ha permesso anche di avviare una discussione unanime e compatta nei confronti del Governo Nazionale. Non a caso nelle prossime settimane incontreremo in videoconferenza il Ministro Teresa Bellanova anche per discutere del Fondo Emergenziale a tutela delle Filiere in crisi previsto nel decreto rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri con una dotazione di 450 milioni di euro dei quali più del 50% stanziata per il nostro comparto” – conclude Vincenzo Malafronte.

“Mi auguro che Luigi De Magistris torni sui suoi passi e conceda l’apertura dei chioschi dei fiori che si trovano all’esterno dei cimiteri di Napoli” – è l’auspicio di Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

“Una scelta, quella di vietare l’apertura, che va in controtendenza rispetto alle indicazioni del Governo, che ha già chiarito che è possibile la vendita al dettaglio e all’ingrosso di fiori e piante, e anche rispetto a quanto sostenuto dalla Curia di Napoli che ha vietato l’utilizzo dei fiori di plastica nelle Congreghe della Diocesi, per motivi di sicurezza sanitaria, ma anche per venire incontro alla richiesta di aiuto del nostro comparto che sta pagando a caro prezzo l’emergenza covid 19. In un momento in cui tanti sindaci stanno rispondendo favorevolmente alle nostre sollecitazioni, ci appare anacronistica la posizione assunta dal primo cittadino di Napoli” – conclude Malafronte.

Malafronte (CPFC): “Scelta che va nella direzione giusta”  

“Esprimiamo soddisfazione nell’apprendere la decisione di vietare i fiori artificiali nelle Arciconfraternite dell’Arcidiocesi di Napoli” – è quanto dichiara Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani commentando la decisione dell’Ufficio Diocesano Confraternite dell’Arcidiocesi della Città di Napoli.

“Una scelta che mai come in questo momento ha una valenza duplice da una parte per salvaguardare la salute dei cittadini, i fiori artificiali che ornano in modo permanente le sepolture diventano ricettacolo di polvere e di altri agenti potenzialmente virulenti, dall’altra rappresenta un incoraggiamento verso il settore florovivaistico, fortemente penalizzato in questo periodo di emergenza Covid-19” – continua Malafronte.

“Vogliamo esprime, a tal proposito, il nostro più vivo ringraziamento nei confronti del Cardinale Sepe per aver dato ascolto alle nostre richieste in questo momento di grande difficoltà per tutti noi” – conclude il Presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.