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L’appello di Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campania, “Siamo davanti a un dramma economico, che potrebbe avere risvolti sociali devastanti e per il comparto florovivaistico la Fase 2 è ancora lontana e senza spiragli concreti” – usa parole forti commentando l’attuale situazione di blocco dei mercati del settore – “ricevo quotidianamente telefonate e messaggi da produttori preoccupati e allo stesso tempo avviliti. Siamo consapevoli della difficoltà del momento e che il restare a casa è ancora una prerogativa, ma allo stesso tempo crediamo che sia utile definire una road map che possa permettere al comparto di ripartire”.

ECCO L’ELENCO DELLE TESTATE GIORNALISTICHE CHE HANNO RIPORTATO LA NOTIZIA:

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Il Consorzio: “Valutare la riapertura dei cimiteri. Dalla Regione al momento l’unico sostegno economico per il comparto”

“Siamo davanti a un dramma economico, che potrebbe avere risvolti sociali devastanti e per il comparto florovivaistico la Fase 2 è ancora lontana e senza spiragli concreti” – usa parole forti Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando l’attuale situazione di blocco dei mercati del settore – “ricevo quotidianamente telefonate e messaggi da produttori preoccupati e allo stesso tempo avviliti. Siamo consapevoli della difficoltà del momento e che il restare a casa è ancora una prerogativa, ma allo stesso tempo crediamo che sia utile definire una road map che possa permettere al comparto di ripartire”.

Un lockdown prolungato che ha già prodotto perdite per diversi milioni di euro. “Ci saremmo aspettati dal Governo Conte un atto concreto e invece al momento nulla si muove. I nostri produttori sono fermi, costretti a lasciare a casa i propri dipendenti, mandando al macero il 100% della propria produzione in un periodo nel quale bisognava incassare gli anticipi fatti per piantare e portare a maturazione i bulbi e senza nessuna prospettiva per programmare il futuro” – spiega Malafronte.

“Il Ministro Bellanova aveva annunciato che il florovivaismo era salvo con l’apertura dei vivai e dei negozi, allora perché non dare seguito a questi toni trionfalistici provvedendo quanto meno all’apertura, con le dovute misure di sicurezza, dei cimiteri? In un momento nel quale è sempre più forte il nostro senso di comunità, forse con questo atto avremmo potuto dare un minimo di speranza ai produttori e commercianti. Vista l’impossibilità di poter celebrare funzioni religiose, eventi, feste, matrimoni e quant’altro la riapertura dei cimiteri potrebbe rappresentare un timido spiraglio per i produttori. Altrimenti sarà praticamente impossibile garantire il pagamento delle tasse a fine giugno” – afferma il presidente del Consorzio.

Qualche buona notizia arriva dalla Regione Campania: “Il bando per destinare i 10 milioni di euro destinati dal governatore De Luca per il nostro settore è praticamente pronto. Il continuo e costante confronto con il delegato all’agricoltura Nicola Caputo e le associazioni di categoria, che ringraziamo per il proficuo lavoro, si è stabilito di destinare una parte delle risorse a tutte le imprese del settore e di modulare la restante parte per sostenere le aziende maggiormente colpite dalla crisi prevedendo una gradualità di intervento” – conclude Malafronte.

Coronavirus: florovivaisti scrivono al governo, convocare tavolo per salvare il settore  

Roma, 03 apr 17:18 – (Agenzia Nova) – “Il Belpaese non può ripartire senza i colori e i profumi dei suoi fiori. Un nuovo Rinascimento Italiano passa per il rifiorire del proprio paesaggio. Il settore florovivaistico al momento è letteralmente in ginocchio e senza azioni concrete a rischio c’è tutta la programmazione futura e migliaia di posti di lavoro”. Lo hanno affermato in una nota congiunta tutti i consorzi, i mercati e i distretti florovivaistici d’Italia che hanno diretto un appello al governo per sostenere un settore che rischia il tracollo. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli l’appello dei florovivaisti: “Una serie di proposte concrete per rimettere in moto l’intero comparto. Il tutto deve avvenire attraverso la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera lorovivaistica Nazionale”.

(Ren) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata (LINK ALL’ARTICOLO)

Ecco i link agli altri siti che hanno riportato il nostro comunicato stampa:

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L’intero settore rivolge un appello al Governo: fondo di sostegno e risorse per ripartire

“Il Belpaese non può ripartire senza i colori e i profumi dei suoi fiori. Un nuovo Rinascimento Italiano passa per il rifiorire del proprio paesaggio. Il settore florovivaistico al momento è letteralmente in ginocchio e senza azioni concrete a rischio c’è tutta la programmazione futura e migliaia di posti di lavoro” – è quanto affermano in una nota congiunta tutti i consorzi, i mercati e i distretti florovivaistici d’Italia.

Il florovivaismo rappresenta, infatti, il 5% della produzione agricola totale in Italia e si estende su una superficie di quasi 30mila ettari, conta 23mila aziende e 100mila addetti, di cui 14mila coltivano fiori e piante in vaso e 7mila sono vivai. Il comparto vale circa 2,5 miliardi di euro. In Europa, le aziende florovivaistiche contano un fatturato di oltre 20 miliardi di euro e l’Italia, vale il 15% della produzione comunitaria.

Un settore vitale dell’economia italiana che oggi subisce più di altri le tragiche ripercussioni dovute all’emergenza Covid-19, con ingenti danni economici, cali di vendite sino al 100% e uno scenario futuro preoccupante. Una fase di emergenza che ha, però, permesso per la prima volta a tutti gli operatori del settore di trovare un terreno comune di confronto e di proposta per far ripartire il comparto.

Il tutto è stato sintetizzato in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo Economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al Presidente dell’Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli.

Una serie di proposte concrete per rimettere in moto l’intero comparto. Il tutto, spiegano i florovivaisti italiani, deve avvenire attraverso la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera Florovivaistica Nazionale.

Per sostenere il comparto con tempestività e incisività i Florovivaisti chiedono “la sospensione dei pagamenti delle rate per mutui, finanziamenti e prestiti fino al 1 giugno 2021; l’istituzione di un fondo di garanzia ad hoc per sostenere la liquidità delle imprese e l’individuazione di strumenti europei e nazionali per semplificare il Covid-19 quale causa di forza maggiore ai fini dell’esecuzione dei contratti”.  

Nella lunga lettera firmata dal Consorzio Produttori Florovivaistici Campani, dal Mercato dei Fiori di Ercolano, Leverano, Taviano, Viareggio, Vittoria, Terlizzi e Sanremo-Amaie, dalle Cooperative Masaniello, Flora Pompei e il Contadino, dai distretti di Liguria, Puglia, Pistoia e Lucca, dall’Azienda Speciale Mercato dei Fiori della Toscana, dall’Associazione Florovivaisti e Fioristi Italiani, dall’Associazione Filiera Florovivaistica del Lazio, dall’Associazione Florovivaisti Italiani e dall’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori si sollecita anche una immediata mobilitazione di risorse finanziarie istituendo un Fondo di Sostegno dove far confluire risorse europee e nazionali.

Per i Florovivaisti Italiani “un ruolo importante, nel reperimento di liquidità straordinaria per le imprese, devono svolgerlo Cassa Depositi e Prestiti e la Banca Europea degli Investimenti attraverso il suo Fondo di Investimenti; inoltre bisogna provvedere a recuperare la capacità di spesa sul Fondo di Sviluppo e Coesione e parte più importante lavorare per il recupero di fondi strutturali 2014-2020 inutilizzati e allo stesso tempo prevedendo l’anticipo dei fondi e del cofinanziamento nazionale e regionale per quelli previsti nelle misure 2021-2027. Solo così – concludono – sarà possibile dotare il comparto di nuova liquidità e far rialzare un settore praticamente in ginocchio”.

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La soddisfazione del presidente Malafronte: “La Giunta De Luca ha prontamente risposto alla nostra richiesta di aiuto”

La giunta regionale della Campania ha deliberato lo stato di calamità naturale per il comparto florovivaistico a seguito della grave crisi che ha colpito il settore a causa dell’emergenza coronavirus. “La Regione ha prontamente risposto alla nostra richiesta di aiuto, per un settore che oggi più di altri subisce le conseguenze del blocco dei mercati dovuti all’emergenza Covid-19” – è quanto dichiara Vincenzo Malafronte presidente del consorzio produttori florovivaisti campani.

La richiesta di calamità naturale, era stata inviata nei giorni scorsi dai vertici del consorzio dopo aver quantificato in oltre ottanta milioni di euro il danno derivato per il settore della sola regione Campania. Uno stato di crisi che mette seriamente a rischio gli oltre ventimila posti di lavoro tra diretto e indotto.

“Vogliamo esprimere il nostro più vivo ringraziamento al presidente Vincenzo De Luca, alla sua giunta, al consigliere per l’agricoltura Regione Campania Nicola Caputo e alle associazioni di categoria per aver risposto positivamente e in tempi rapidi alla nostra istanza” – conclude Malafronte.

Coronavirus: florovivaisti campani chiedono stato calamità27 Marzo , 12:09 (ANSA) – TORRE DEL GRECO (NAPOLI), 27 MAR – Il consorzio produttori florovivaisti campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo “stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti”.

”A chi dobbiamo vendere i nostri fiori?” si domanda Vincenzo Malafronte, presidente del consorzio produttori florovivaisti campani. ”Un controsenso evidente – prosegue – Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione di considerare lo stato di calamità naturale per il settore.

Malafronte si rivolge direttamente al governatore campano Vincenzo De Luca ”da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”. Il consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al ministro Bellanova: ”Ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” conclude Malafronte. (ANSA)YW0-TOR

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Anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha diramato un comunicato a sostegno della vertenza del comparto:

Richiesto lo stato di calamità naturale. “Abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi”

Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti.

“A chi dobbiamo vendere i nostri fiori? – si interroga Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. Un controsenso evidente. Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione Campania di considerare lo stato di calamità naturale per il settore.

Malafronte si rivolge direttamente al presidente della Regione Vincenzo De Luca “da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”.

Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al Ministro Bellanova: “ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” – conclude Malafronte. 

(ANSA) – NAPOLI, 19 MAR – Anche il mondo campano del florovivaismo è in ginocchio. Sono a rischio 20mila posti di lavoro e si stima una perdita di fatturato di 250 milioni di euro. La crisi campana si inserisce in un quadro nazionale che vede il 60% della produzione di fiori e piante ormai destinato alla distruzione. A denunciare lo stato di crisi è il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani presieduto da Vincenzo Malafronte, cui si unisce il mondo degli imprenditori agricoli di Cia Campania.

Cia Campania e il Consorzio Produttori Florovivaisti chiedono l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito. “Siamo consapevoli – afferma Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania – che questo è un momento difficile per tutti e noi, come associazione, siamo in prima linea a fianco delle istituzioni per esempio per la sanificazione dei territori con i nostri trattori. Proprio per questo segnaliamo con forza la necessità di non lasciare indietro nessuno, il florovivaismo campano è un comparto importante per l’economia della regione e va sostenuto con misure ad hoc”.

Tra gli interventi richiesti da Cia a livello nazionale c’è, per esempio, la sospensione dei mutui anche per le aziende che abbiano un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, la cassa integrazione per lavoratori in deroga alle regole attuali, il rinvio del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte, il sostegno al reddito per i soci produttori delle cooperative.

RASSEGNA STAMPA

QUASIMEZZOGIORNO.IT

GAZZETTA DI AVELLINO

Coronavirus: florovivaisti, già persi 30 milioni di euro In Campania a rischio 20 mila posti di lavoro
18 Marzo, 13:45 (ANSA) – NAPOLI, 18 MAR –
“Il crollo degli ordini, le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente”. Lo afferma Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando il decreto ‘Cura-Italia’. “Senza nessun tipo di intervento – continua Malafronte – il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà”. “Le aziende sono costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto, che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti”. Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali”. (ANSA). COM-RR

Coronavirus: Malafronte (Cpfc), da governo nessuna misura per settore florovivaistico

Roma, 17 mar 10:19 – (Agenzia Nova) – “Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo Centrale non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà”. Lo ha dichiarato Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio produttori florovivaisti campani, commentando il decreto “Cura-Italia”. “Chiediamo una risposta forte e urgente per il nostro settore – ha proseguito il presidente del Consorzio – che però al momento non c’è stata. L’emergenza legata al Covid-19 è arrivata nel clou della stagione per la produzione e la vendita di piante e fiori, con aziende costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti, ma che danno il senso della situazione che stanno vivendo i nostri operatori”. Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del Ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali”.”Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro. Il crollo degli ordini – ha proseguito Malafronte – le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente. Senza un intervento importante da parte del Governo saremo destinati al default. Abbiamo perso l’8 marzo e perderemo i due mesi più importanti dell’anno, che costituiscono gran parte del nostro fatturato e non avremo grandi margini di manovra per recuperare il terreno perso”. (Ren) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata

Coronavirus: crollata domanda esportazione fiori Olanda
Direttore FloraHollande, intervento governo o aziende a rischio
17 Marzo , 12:31 (ANSA) – BRUXELLES, 17 MAR –
L’esportazione di fiori olandesi si è quasi completamente fermata a causa del coronavirus. “Non ci sono negozi aperti” e “la domanda è crollata”, ha detto Steven van Schilfgaarde, direttore di FloraHolland, stando al quotidiano De Telegraaf e a Politico.eu, avvertendo che senza prestiti di emergenza da parte del governo e delle banche, molte aziende falliranno nel giro di poche settimane. “I prezzi delle ultime due settimane sono stati inferiori del 50% rispetto al normale. Venerdì scorso, il 20% dell’offerta è stata distrutta perché non c’erano acquirenti per questo”, ha aggiunto van Schilfgaarde, precisando che le aspettative per le prossime settimane sono persino peggiori. I Paesi Bassi rappresentano circa il 35 percento delle esportazioni globali di fiori e piante. Circa 150.000 persone lavorano nel settore. (ANSA)

L’ELENCO DELLE ALTRE TESTATE CHE HANNO RIPORTATO IL NOSTRO COMUNICATO E RELATIVI LINK

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Il comparto rischia il fallimento. In Campania a rischio 20 mila posti di lavoro

“Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo Centrale non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà” – esprime tutta la sua rabbia e delusione Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando il decreto “Cura-Italia”.

“Chiediamo una risposta forte e urgente per il nostro settore, che però al momento non c’è stata. L’emergenza legata al Covid-19 è arrivata nel clou della stagione per la produzione e la vendita di piante e fiori, con aziende costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti, ma che danno il senso della situazione che stanno vivendo i nostri operatori” – continua Malafronte.

Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del Ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali” – afferma il presidente del Consorzio.

“Il crollo degli ordini, le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente. Senza un intervento importante da parte del Governo saremo destinati al default. Abbiamo perso l’8 marzo e perderemo i due mesi più importanti dell’anno, che costituiscono gran parte del nostro fatturato e non avremo grandi margini di manovra per recuperare il terreno perso” – spiega il presidente del Consorzio che conta circa 250 soci in Regione Campania che occupa un posto di rilievo nell’ambito dell’economia agricola regionale per la presenza di un notevole numero di aziende (con circa 20.000 addetti incluso l’indotto) a fronte di una modesta superficie impegnata di 1.010 ettari pari ad appena lo 0,19% della SAU totale regionale.

Intanto continua da parte del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani la raccolta dati per la valutazione dei danni attraverso un’apposita scheda da compilare che è possibile reperire sul sito www.gaiaflorum.com.