Florovivaismo: in Campania saltate 10 mila cerimonia Proposta possibilità portare fiori freschi a cimitero in estate

27 Maggio , 11:49 (ANSA) – NAPOLI, 27 MAG – Scongiurare il divieto di portare fiori freschi in cimitero, d’estate, per evitare il rallentamento delle vendite e dare una boccata d’ossigeno al settore del florovivaismo che, con l’assenza di cerimonie, matrimoni e altri eventi, sta vivendo una crisi senza precedenti. E’ l’appello che Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, rivolge ai sindaci, ai quali spiega, “le cause che avevano portato a tale divieto oggi non sussistono più”. Per Malafronte è fondamentale “conoscere quanto prima le regole per la ripartenza degli eventi, che per il 2020 sono completamente azzerati”. Il florovivaismo, sottolinea il presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, stenta a uscire dal lockdown: “Più di altri, a causa dell’incertezza e della scarsa fiducia, non riesce a programmare le produzioni con un conseguente ulteriore rallentamento della ripresa” e la festa della mamma, “ha portato solo una breve boccata d’aria”. Grava sul settore, ribadisce, “l’assenza di cerimonie, matrimoni, feste e eventi, che si sta facendo sentire e non poco sul nostro comparto. Perdite che si stanno sommando a quelle già registrate durante la quarantena, con imprenditori e cooperative costrette a mandare al macero il 100% della produzione”. Secondo i dati in possesso del Consorzio sono stati circa 10mila gli appuntamenti saltati solo in Campania e, aggiunge Malafronte, “chi considera che nel 2021 avremmo il doppio del lavoro perché dovremmo recuperare i matrimoni e le cerimonie saltate quest’anno – fa un grosso errore di valutazione”. “Anzi – conclude il presidente del Consorzio – paradossalmente potremmo trovarci con un settore ingessato e senza approvvigionamenti. Con l’aggravante di dover comprare dall’estero non aiutando certo il comparto made in Italy”.(ANSA).

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Di seguito i link ai siti web che hanno riportato la notizia:

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L’appello di Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campania, “Siamo davanti a un dramma economico, che potrebbe avere risvolti sociali devastanti e per il comparto florovivaistico la Fase 2 è ancora lontana e senza spiragli concreti” – usa parole forti commentando l’attuale situazione di blocco dei mercati del settore – “ricevo quotidianamente telefonate e messaggi da produttori preoccupati e allo stesso tempo avviliti. Siamo consapevoli della difficoltà del momento e che il restare a casa è ancora una prerogativa, ma allo stesso tempo crediamo che sia utile definire una road map che possa permettere al comparto di ripartire”.

ECCO L’ELENCO DELLE TESTATE GIORNALISTICHE CHE HANNO RIPORTATO LA NOTIZIA:

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Coronavirus: florovivaisti, da Regione sostegno al comparto
04 Aprile , 16:48 (ANSA) – NAPOLI, 04 APR –
“La Regione Campania ha dimostrato ancora una volta attenzione e sostegno per il comparto florovivaistico. Bene la misura di 10milioni di euro prevista nel piano per l’emergenza socio-economica illustrato dal Presidente Vincenzo De Luca. I contributi saranno erogati fino a un massimo di 10mila euro a impresa da determinare in modo proporzionale al fatturato aziendale dell’annualità precedente. Un piccolo aiuto, ma che dimostra la vicinanza e il sostegno che la Campania ha per il nostro settore in questo momento di grave crisi che sta interessando tutti noi”. E’ quanto dichiara Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. “Vogliamo esprimere il nostro più vivo ringraziamento al presidente Vincenzo De Luca, alla sua giunta, al consigliere per l’agricoltura Regione Campania Nicola Caputo e alle associazioni di categoria per aver tenuto debitamente in considerazione le nostre istanze”, conclude Malafronte.

L’ORA DI CRONACHE, QUOTIDIANO DI SALERNO, NELLO SPECIALE ECONOMIA DEL 5 APRILE 2020 HA DEDICATO UN’INTERA PAGINA AL NOSTRO CONSORZIO:

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LINK AI SITI CHE HANNO RIPORTATO IL NOSTRO COMUNICATO STAMPA

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Coronavirus: florovivaisti scrivono al governo, convocare tavolo per salvare il settore  

Roma, 03 apr 17:18 – (Agenzia Nova) – “Il Belpaese non può ripartire senza i colori e i profumi dei suoi fiori. Un nuovo Rinascimento Italiano passa per il rifiorire del proprio paesaggio. Il settore florovivaistico al momento è letteralmente in ginocchio e senza azioni concrete a rischio c’è tutta la programmazione futura e migliaia di posti di lavoro”. Lo hanno affermato in una nota congiunta tutti i consorzi, i mercati e i distretti florovivaistici d’Italia che hanno diretto un appello al governo per sostenere un settore che rischia il tracollo. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli l’appello dei florovivaisti: “Una serie di proposte concrete per rimettere in moto l’intero comparto. Il tutto deve avvenire attraverso la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera lorovivaistica Nazionale”.

(Ren) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata (LINK ALL’ARTICOLO)

Ecco i link agli altri siti che hanno riportato il nostro comunicato stampa:

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Della profonda crisi che sta interessando il settore florovivaistico della Campania a seguito dell’emergenza Covid-19, ha avuto un’eco anche sulle reti Rai, con due servizi video.

Nel Tg3 Campania del 27 marzo 2020 è stato dedicato un servizio al comparto firmato da Anna Teresa Damiano:

Nel Tg2 del 28 marzo 2020 invece è andato in onda un servizio a firma di Alfredo Cardone che ha voluto intervistare il presidente del Consorzio Vincenzo Malafronte e alcuni consorziati per rendersi conto della gravita della situazione:

Coronavirus: florovivaisti campani chiedono stato calamità27 Marzo , 12:09 (ANSA) – TORRE DEL GRECO (NAPOLI), 27 MAR – Il consorzio produttori florovivaisti campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo “stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti”.

”A chi dobbiamo vendere i nostri fiori?” si domanda Vincenzo Malafronte, presidente del consorzio produttori florovivaisti campani. ”Un controsenso evidente – prosegue – Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione di considerare lo stato di calamità naturale per il settore.

Malafronte si rivolge direttamente al governatore campano Vincenzo De Luca ”da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”. Il consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al ministro Bellanova: ”Ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” conclude Malafronte. (ANSA)YW0-TOR

DI SEGUITO I LINK AI VARI SITI CHE HANNO RIPORTATO LA NOTIZIA

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Anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha diramato un comunicato a sostegno della vertenza del comparto:

Coronavirus: florovivaisti, già persi 30 milioni di euro In Campania a rischio 20 mila posti di lavoro
18 Marzo, 13:45 (ANSA) – NAPOLI, 18 MAR –
“Il crollo degli ordini, le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente”. Lo afferma Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando il decreto ‘Cura-Italia’. “Senza nessun tipo di intervento – continua Malafronte – il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà”. “Le aziende sono costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto, che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti”. Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali”. (ANSA). COM-RR

Coronavirus: Malafronte (Cpfc), da governo nessuna misura per settore florovivaistico

Roma, 17 mar 10:19 – (Agenzia Nova) – “Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo Centrale non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà”. Lo ha dichiarato Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio produttori florovivaisti campani, commentando il decreto “Cura-Italia”. “Chiediamo una risposta forte e urgente per il nostro settore – ha proseguito il presidente del Consorzio – che però al momento non c’è stata. L’emergenza legata al Covid-19 è arrivata nel clou della stagione per la produzione e la vendita di piante e fiori, con aziende costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti, ma che danno il senso della situazione che stanno vivendo i nostri operatori”. Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del Ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali”.”Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro. Il crollo degli ordini – ha proseguito Malafronte – le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente. Senza un intervento importante da parte del Governo saremo destinati al default. Abbiamo perso l’8 marzo e perderemo i due mesi più importanti dell’anno, che costituiscono gran parte del nostro fatturato e non avremo grandi margini di manovra per recuperare il terreno perso”. (Ren) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata

Coronavirus: crollata domanda esportazione fiori Olanda
Direttore FloraHollande, intervento governo o aziende a rischio
17 Marzo , 12:31 (ANSA) – BRUXELLES, 17 MAR –
L’esportazione di fiori olandesi si è quasi completamente fermata a causa del coronavirus. “Non ci sono negozi aperti” e “la domanda è crollata”, ha detto Steven van Schilfgaarde, direttore di FloraHolland, stando al quotidiano De Telegraaf e a Politico.eu, avvertendo che senza prestiti di emergenza da parte del governo e delle banche, molte aziende falliranno nel giro di poche settimane. “I prezzi delle ultime due settimane sono stati inferiori del 50% rispetto al normale. Venerdì scorso, il 20% dell’offerta è stata distrutta perché non c’erano acquirenti per questo”, ha aggiunto van Schilfgaarde, precisando che le aspettative per le prossime settimane sono persino peggiori. I Paesi Bassi rappresentano circa il 35 percento delle esportazioni globali di fiori e piante. Circa 150.000 persone lavorano nel settore. (ANSA)

L’ELENCO DELLE ALTRE TESTATE CHE HANNO RIPORTATO IL NOSTRO COMUNICATO E RELATIVI LINK

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Coranavirus: emergenza manda in crisi settore florovivaistico
Consorzio produttori Campani: danni per 30 mln di euro

(ANSA) – NAPOLI, 13 MAR – L’emergenza Coronavirus ferma il settore florovivaistico campano: è quanto denunciano i produttori. “Crollo degli ordini, piante rimaste invendute, steli non raccolti, export praticamente fermo, serre piene, mancanza di spazio e continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, tanto che si ipotizza una perdita in termini di produzioni di oltre 30 milioni di euro. Una situazione che con il passare dei giorni sta diventando sempre più critica e il tutto sta avvenendo proprio nel momento di maggiore produzione per il comparto”, si legge in una nota. Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani ha predisposto una scheda di valutazione dei danni subiti dalle aziende a seguito dell’emergenza Coronavirus che sarà messa a disposizione di tutti gli operatori del comparto (scaricabile anche dal sito www.gaiaflorum.com) in modo da quantificare per ogni singola azienda le perdite registrate e che sarà parte integrante della richiesta di misure urgenti che la prossima settimana sarà inviata a Regione e Ministero: “Abbiamo bisogno che Regione e Ministero ascoltino le nostre richieste e allo stesso tempo si provveda a mettere in campo iniziative concrete a sostegno del comparto. Lo scenario futuro, in termini economici, non è dei migliori, bisogna intervenire con azioni mirate” – è la richiesta del Consorzio. La situazione con il passare dei giorni, però, sta diventando insostenibile. “Dalla Piana del Sele al Vesuviano stiamo registrando situazioni analoghe. Tanti nostri consorziati sono costretti a distruggere la produzione a causa di un blocco pressoché totale del mercato”, fanno sapere dai vertici del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme. La scorsa settimana i vertici del Consorzio, che conta oltre 250 iscritti tra operatori del settore e cooperative, avevano provveduto a chiedere ufficialmente l’apertura di un tavolo di confronto con Regione Campania e Ministero dell’Agricoltura per studiare misure di sostegno per il settore. (ANSA).

L’ELENCO DELLE ALTRE TESTATE CHE HANNO RIPORTATO LA NOTIZIA E RELATIVI LINK

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Diverse testate on line e cartacee hanno ripreso la richiesta del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani di convocare un tavolo con Regione Campania e del Ministero dell’Agricoltura per affrontare le gravi ripercussioni che l’emergenza coronavirus sta avendo sull’intero comparto.

METROPOLIS QUOTIDIANO, pagina 4 di venerdì 6 marzo 2020

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Coronavirus: Confagri,piante e fiori rifiutati alle frontiere
Florovivaisti minacciano proteste ai confini
(ANSA) – ROMA, 5 MAR –
E’ allarme tra i florovivaisti, che sono sul piede di guerra perché vengono disdetti e rifiutati alle frontiere piante e fiori destinati all’esportazione o messi in quarantena con interpretazioni restrittive di alcune dogane, con la motivazione che nel nostro Paese c’è l’epidemia di coronavirus. Lo sottolinea il presidente della Federazione nazionale del florovivaismo di Confagricoltura Francesco Mati. Al palo in particolare le produzioni provenienti da Liguria e Toscana, i due grandi distretti del nostro Paese, l’uno per piante aromatiche, in vaso, fiori recisi e fronde, l’altro per vivai. “Il blocco dell’export di prodotti florovivaisti (tra l’altro deperibili) è assurdo, pretestuoso – sottolinea Mati – per motivazioni assolutamente false perché il Coronavirus non si trasmette attraverso le piante, neppure quelle aromatiche. Ci vogliono interventi chiari e rigorosi, innanzi tutto a livello europeo ma anche mondiale, per fermare lo sciacallaggio in atto. Tutto il Made in Italy, compreso quello florovivaistico, è sotto attacco” conclude. (ANSA).

8 marzo:Florovivaisti Italiani, mimose in crisi per il caldo
Giù produzione e ordinativi Gdo per coronavirus, -30% fatturato
(ANSA) – ROMA, 5 MAR –
Dopo un San Valentino positivo, l’Associazione dei Florovivaisti Italiani nutre invece poche speranze per il mercato delle mimose nella Festa della Donna. “Si stima un -30% sul fatturato complessivo – lamentano i Florovivaisti Italiani – legato al tradizionale business dell’8 marzo, che si attestava l’anno scorso sui 15 milioni di euro”. Sul fronte della produzione, l’associazione registra un -35%, causato dalla fioritura precoce per il climate change, con conseguente aumento del prezzo al dettaglio, che non basterà comunque a compensare la riduzione del tradizionale giro d’affari. “Sono – annunciano – calati drasticamente gli ordinativi della Gdo (-50%) per il brusco cambio delle abitudini di consumo a seguito del coronavirus”. L’aggravio dei costi per il produttore è determinato dalla precoce maturazione dei rametti con un mese di anticipo – metà gennaio – che ha reso necessarie pratiche di frigoconservazione per consentire al prodotto di arrivare in buono stato nel giorno della festività. Con l’aumento dei prezzi, per un ramoscello semplice si spenderanno in media 5 euro, fino a 8 per quelli di grandi dimensioni. Il costo di un bouquet si stima sui 20 euro, mentre le piante, il cui prezzo va in base alla grandezza del vaso, variano dai 10 euro fino ai 70 euro. “Tuttavia, i prezzi alla produzione, come succede per gli altri prodotti agricoli – sottolinea Aldo Alberto, presidente dell’Associazione Florovivaisti Italiani – resteranno comunque bassi per gli imprenditori, variando dagli 8 ai 10 euro al kg”. “La produzione di mimose, tipicamente italiana, rappresenta il 5% della produzione floricola – prosegue Alberto – e funge da traino ai commerci della stagione primaverile, oltre a essere una voce di export rilevante, con sbocchi privilegiati verso Est Europa e Russia”. La mimosa è coltivata in Italia su una superficie di quasi 200 ettari di terreno, che fruttano intorno ai 30mila quintali e 150 milioni di steli. Ad oggi, il Ponente ligure (Savona e Imperia) è il maggior produttore di questi fiori con le sue circa 1500 aziende attive. (ANSA).