“Sono in pagamento in queste settimane i contributi a favore del comparto florovivaistico previsti dalla Regione Campania nell’ambito del piano socio economico post emergenza Covid-19” – è quanto dichiara il presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, Vincenzo Malafronte che esprime tutta la sua soddisfazione per “il lavoro celere e puntuale portato avanti dagli uffici regionali e dalle associazioni di categoria nella raccolta delle istanze e nell’erogazione dei fondi”.


Un piccolo ma concreto aiuto “per il nostro comparto che ancora oggi subisce gli effetti negativi del Covid-19 con il conseguente rallentamento della produzione e l’assenza di eventi che stanno mettendo in seria difficoltà il nostro settore” – continua il presidente del consorzio.

Il Consorzio, ricorda lo stesso presidente, “ha svolto fin da subito un ruolo fondamentale di raccolta dei dati per quantificare il danno. La nostra struttura, composta dal dottor Francesco Romano e dalla dottoressa Roberta Giordano, ha predisposto la scheda di valutazione che è stata adottata anche da consorzi e cooperative di altre realtà e ha permesso alla Regione Campania di avere fin da subito un quadro chiaro e dettagliato” – conclude Malafronte.

“Trovo pretestuosa e fuori luogo la decisione, ultima in ordine di tempo, del sindaco di Torre del Greco di vietare l’introduzione di fiori freschi nel cimitero comunale nei mesi di luglio e agosto. Una ordinanza che va in controtendenza rispetto a quanto disposto da altri primi cittadini dei comuni della Campania, basti pensare che nella città di Salerno e in quasi tutta la provincia di Avellino e Benevento l’introduzione di fiori freschi nei cimiteri comunale è consentita regolarmente” – è quanto dichiara Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

“Sia ben chiaro non stiamo chiedendo ai sindaci di incentivare l’acquisto dei fiori freschi, ma quanto meno di non ostacolare ancora di più la commercializzazione. Dispiace però che proprio nella città di Torre del Greco, dove una percentuale importante dell’economia locale viene generata da produttori e commercianti di fiori, si decida di chiudere un altro canale di commercializzazione e di sostentamento per il comparto, già fortemente segnato dall’emergenza covid-19” – continua Malafronte.

“Siamo ben lontani da una ripresa del settore. Dopo il blocco imposto dall’emergenza coronavirus e la conseguente distruzione della produzione, oggi il settore è alle prese con una crisi ancora più acuta dettata dall’assenza di eventi e cerimonie. Basti pensare che solo il mancato svolgimento dei matrimoni ha generato una perdita nazionale di circa 200 milioni di euro solo per i fiori recisi. Il tempo che ci separa dalla ripresa vera rischia di lasciare non pochi strascichi di natura economica e sociale” – conclude il presidente del Consorzio.