“Tra i provvedimenti della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Covid-19, contenuti nell’ultimo DPCM del Governo, vi è anche la riapertura dal 4 maggio dei parchi e dei giardini pubblici, nonché delle chiese e dei luoghi di culto, per permettere anche la celebrazione dei funerali, il tutto nel rispetto delle indicate misure di sicurezza e di distanziamento sociale. In tal senso chiediamo ai Sindaci della Campania, perché di loro esclusiva competenza, di riaprire il prima possibile anche i cimiteri cittadini, ovviamente nel rispetto della normativa di igiene, sicurezza e distanziamento sociale, disponendo se ritenuto anche misure volte a evitare assembramenti di persone” – è la richiesta che arriva dal Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

“Ci auguriamo che in tempi ragionevoli i Sindaci della nostra Regione possano firmare le loro ordinanze di riapertura così come già fatto per esempio dal comune di Gragnano o come farà nelle prossime ore il primo cittadino di Aversa e di altri comuni del Cilento e del casertano” – si legge nella nota del Consorzio.

I produttori florovivaisti proprio nei giorni scorsi hanno inviato una lettera al Cardinale Sepe chiedendo di farsi portavoce della richiesta che arriva da un comparto che sta pagando a caro prezzo l’emergenza Covid 19: “Per il nostro comparto oltre che a un dramma economico siamo davanti a un dramma sociale che potrebbe avere risvolti devastanti. Ma il coronavirus oltre che sconvolgere noi tutti toglie anche gli addii. Quegli istanti preziosi che possono pacificare la separazione, quando siano vissuti bene. Quanto varrebbe oggi ancora di più avere la possibilità di recarsi sulla tomba dei propri cari? Rinnovare quel rito spirituale e di preghiera che caratterizza le nostre comunità? Portare fiori sulla tomba del proprio caro significa, soprattutto, tendere la mano a chi non c’è più. Ma rappresenterebbe anche un tendere la mano verso noi produttori e commercianti per avere una piccola speranza per guardare al futuro in modo diverso” –  si legge nella lettera inviata all’Arcivescovo di Napoli. 

Riapriranno regolarmente il prossimo martedì 5 maggio 2020 tutti i mercati all’ingrosso di fiori e piante della Campania. La decisione unanime è maturata per senso di responsabilità nei confronti di operatori e clienti.

Nonostante la possibilità di poter riprendere le attività già a partire dal 27 aprile, così come previsto sia dal decreto del Governo Conte che dal chiarimento avuto dall’Unità di Crisi della Regione Campania, si è deciso di posticipare l’apertura alla prossima settimana per predisporre tutte le misure sanitarie necessarie per garantire lo svolgimento delle attività nella maniera più sicura possibile.

Ricordiamo che per quanto concerne il commercio al dettaglio di negozi e vivai può già avvenire da oggi 27 aprile, così come previsto esplicitamente dall’ultimo DPCM del Governo Conte.

L’appello di Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campania, “Siamo davanti a un dramma economico, che potrebbe avere risvolti sociali devastanti e per il comparto florovivaistico la Fase 2 è ancora lontana e senza spiragli concreti” – usa parole forti commentando l’attuale situazione di blocco dei mercati del settore – “ricevo quotidianamente telefonate e messaggi da produttori preoccupati e allo stesso tempo avviliti. Siamo consapevoli della difficoltà del momento e che il restare a casa è ancora una prerogativa, ma allo stesso tempo crediamo che sia utile definire una road map che possa permettere al comparto di ripartire”.

ECCO L’ELENCO DELLE TESTATE GIORNALISTICHE CHE HANNO RIPORTATO LA NOTIZIA:

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Il Consorzio: “Valutare la riapertura dei cimiteri. Dalla Regione al momento l’unico sostegno economico per il comparto”

“Siamo davanti a un dramma economico, che potrebbe avere risvolti sociali devastanti e per il comparto florovivaistico la Fase 2 è ancora lontana e senza spiragli concreti” – usa parole forti Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando l’attuale situazione di blocco dei mercati del settore – “ricevo quotidianamente telefonate e messaggi da produttori preoccupati e allo stesso tempo avviliti. Siamo consapevoli della difficoltà del momento e che il restare a casa è ancora una prerogativa, ma allo stesso tempo crediamo che sia utile definire una road map che possa permettere al comparto di ripartire”.

Un lockdown prolungato che ha già prodotto perdite per diversi milioni di euro. “Ci saremmo aspettati dal Governo Conte un atto concreto e invece al momento nulla si muove. I nostri produttori sono fermi, costretti a lasciare a casa i propri dipendenti, mandando al macero il 100% della propria produzione in un periodo nel quale bisognava incassare gli anticipi fatti per piantare e portare a maturazione i bulbi e senza nessuna prospettiva per programmare il futuro” – spiega Malafronte.

“Il Ministro Bellanova aveva annunciato che il florovivaismo era salvo con l’apertura dei vivai e dei negozi, allora perché non dare seguito a questi toni trionfalistici provvedendo quanto meno all’apertura, con le dovute misure di sicurezza, dei cimiteri? In un momento nel quale è sempre più forte il nostro senso di comunità, forse con questo atto avremmo potuto dare un minimo di speranza ai produttori e commercianti. Vista l’impossibilità di poter celebrare funzioni religiose, eventi, feste, matrimoni e quant’altro la riapertura dei cimiteri potrebbe rappresentare un timido spiraglio per i produttori. Altrimenti sarà praticamente impossibile garantire il pagamento delle tasse a fine giugno” – afferma il presidente del Consorzio.

Qualche buona notizia arriva dalla Regione Campania: “Il bando per destinare i 10 milioni di euro destinati dal governatore De Luca per il nostro settore è praticamente pronto. Il continuo e costante confronto con il delegato all’agricoltura Nicola Caputo e le associazioni di categoria, che ringraziamo per il proficuo lavoro, si è stabilito di destinare una parte delle risorse a tutte le imprese del settore e di modulare la restante parte per sostenere le aziende maggiormente colpite dalla crisi prevedendo una gradualità di intervento” – conclude Malafronte.

Liquidità alle PMI, il Ministro Patuanelli ha accolto le richieste avanzate nella lunga missiva inviata dai Florovivaisti Italiani al Governo Conte, nella quale erano elencate una serie di misure per immettere liquidità sul mercato e permettere alle aziende florovivaiste di ripartire.

Nel decreto che lunedì 6 aprile arriverà in Consiglio dei Ministri, saranno garantiti prestiti al 100%, senza istruttoria e senza costi fino a 25.000 euro per le piccole e medie imprese. E poi garanzia totale fino a 800mila euro mentre per le concessioni maggiori la garanzia scenderà al 90%, ma moduli semplificati di valutazione economico finanziaria. Passerà per il fondo di garanzia delle Pmi una parte della liquidità che arriverà alle imprese italiane, quelle medio piccole che rappresentano il tessuto economico più diffuso in Italia. Il fondo sarà rifinanziato con 7 miliardi garantendo liquidità per 100 miliardi.

Nel dettaglio il Fondo di Garanzia per le Pmi agirà su tre filoni principali: garanzia al 100% per i prestiti fino a 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito; garanzia al 100% per i prestiti fino a 800.000 euro, con la valutazione del merito di credito; garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, potendo arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi Prestiti più facili anche per le partite Iva.

Coronavirus: florovivaisti, da Regione sostegno al comparto
04 Aprile , 16:48 (ANSA) – NAPOLI, 04 APR –
“La Regione Campania ha dimostrato ancora una volta attenzione e sostegno per il comparto florovivaistico. Bene la misura di 10milioni di euro prevista nel piano per l’emergenza socio-economica illustrato dal Presidente Vincenzo De Luca. I contributi saranno erogati fino a un massimo di 10mila euro a impresa da determinare in modo proporzionale al fatturato aziendale dell’annualità precedente. Un piccolo aiuto, ma che dimostra la vicinanza e il sostegno che la Campania ha per il nostro settore in questo momento di grave crisi che sta interessando tutti noi”. E’ quanto dichiara Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. “Vogliamo esprimere il nostro più vivo ringraziamento al presidente Vincenzo De Luca, alla sua giunta, al consigliere per l’agricoltura Regione Campania Nicola Caputo e alle associazioni di categoria per aver tenuto debitamente in considerazione le nostre istanze”, conclude Malafronte.

L’ORA DI CRONACHE, QUOTIDIANO DI SALERNO, NELLO SPECIALE ECONOMIA DEL 5 APRILE 2020 HA DEDICATO UN’INTERA PAGINA AL NOSTRO CONSORZIO:

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LINK AI SITI CHE HANNO RIPORTATO IL NOSTRO COMUNICATO STAMPA

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Coronavirus: florovivaisti scrivono al governo, convocare tavolo per salvare il settore  

Roma, 03 apr 17:18 – (Agenzia Nova) – “Il Belpaese non può ripartire senza i colori e i profumi dei suoi fiori. Un nuovo Rinascimento Italiano passa per il rifiorire del proprio paesaggio. Il settore florovivaistico al momento è letteralmente in ginocchio e senza azioni concrete a rischio c’è tutta la programmazione futura e migliaia di posti di lavoro”. Lo hanno affermato in una nota congiunta tutti i consorzi, i mercati e i distretti florovivaistici d’Italia che hanno diretto un appello al governo per sostenere un settore che rischia il tracollo. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli l’appello dei florovivaisti: “Una serie di proposte concrete per rimettere in moto l’intero comparto. Il tutto deve avvenire attraverso la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera lorovivaistica Nazionale”.

(Ren) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata (LINK ALL’ARTICOLO)

Ecco i link agli altri siti che hanno riportato il nostro comunicato stampa:

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L’ORA DI CRONACHE – SALERNO

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L’intero settore rivolge un appello al Governo: fondo di sostegno e risorse per ripartire

“Il Belpaese non può ripartire senza i colori e i profumi dei suoi fiori. Un nuovo Rinascimento Italiano passa per il rifiorire del proprio paesaggio. Il settore florovivaistico al momento è letteralmente in ginocchio e senza azioni concrete a rischio c’è tutta la programmazione futura e migliaia di posti di lavoro” – è quanto affermano in una nota congiunta tutti i consorzi, i mercati e i distretti florovivaistici d’Italia.

Il florovivaismo rappresenta, infatti, il 5% della produzione agricola totale in Italia e si estende su una superficie di quasi 30mila ettari, conta 23mila aziende e 100mila addetti, di cui 14mila coltivano fiori e piante in vaso e 7mila sono vivai. Il comparto vale circa 2,5 miliardi di euro. In Europa, le aziende florovivaistiche contano un fatturato di oltre 20 miliardi di euro e l’Italia, vale il 15% della produzione comunitaria.

Un settore vitale dell’economia italiana che oggi subisce più di altri le tragiche ripercussioni dovute all’emergenza Covid-19, con ingenti danni economici, cali di vendite sino al 100% e uno scenario futuro preoccupante. Una fase di emergenza che ha, però, permesso per la prima volta a tutti gli operatori del settore di trovare un terreno comune di confronto e di proposta per far ripartire il comparto.

Il tutto è stato sintetizzato in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo Economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al Presidente dell’Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli.

Una serie di proposte concrete per rimettere in moto l’intero comparto. Il tutto, spiegano i florovivaisti italiani, deve avvenire attraverso la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera Florovivaistica Nazionale.

Per sostenere il comparto con tempestività e incisività i Florovivaisti chiedono “la sospensione dei pagamenti delle rate per mutui, finanziamenti e prestiti fino al 1 giugno 2021; l’istituzione di un fondo di garanzia ad hoc per sostenere la liquidità delle imprese e l’individuazione di strumenti europei e nazionali per semplificare il Covid-19 quale causa di forza maggiore ai fini dell’esecuzione dei contratti”.  

Nella lunga lettera firmata dal Consorzio Produttori Florovivaistici Campani, dal Mercato dei Fiori di Ercolano, Leverano, Taviano, Viareggio, Vittoria, Terlizzi e Sanremo-Amaie, dalle Cooperative Masaniello, Flora Pompei e il Contadino, dai distretti di Liguria, Puglia, Pistoia e Lucca, dall’Azienda Speciale Mercato dei Fiori della Toscana, dall’Associazione Florovivaisti e Fioristi Italiani, dall’Associazione Filiera Florovivaistica del Lazio, dall’Associazione Florovivaisti Italiani e dall’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori si sollecita anche una immediata mobilitazione di risorse finanziarie istituendo un Fondo di Sostegno dove far confluire risorse europee e nazionali.

Per i Florovivaisti Italiani “un ruolo importante, nel reperimento di liquidità straordinaria per le imprese, devono svolgerlo Cassa Depositi e Prestiti e la Banca Europea degli Investimenti attraverso il suo Fondo di Investimenti; inoltre bisogna provvedere a recuperare la capacità di spesa sul Fondo di Sviluppo e Coesione e parte più importante lavorare per il recupero di fondi strutturali 2014-2020 inutilizzati e allo stesso tempo prevedendo l’anticipo dei fondi e del cofinanziamento nazionale e regionale per quelli previsti nelle misure 2021-2027. Solo così – concludono – sarà possibile dotare il comparto di nuova liquidità e far rialzare un settore praticamente in ginocchio”.

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