La soddisfazione del presidente Malafronte: “La Giunta De Luca ha prontamente risposto alla nostra richiesta di aiuto”

La giunta regionale della Campania ha deliberato lo stato di calamità naturale per il comparto florovivaistico a seguito della grave crisi che ha colpito il settore a causa dell’emergenza coronavirus. “La Regione ha prontamente risposto alla nostra richiesta di aiuto, per un settore che oggi più di altri subisce le conseguenze del blocco dei mercati dovuti all’emergenza Covid-19” – è quanto dichiara Vincenzo Malafronte presidente del consorzio produttori florovivaisti campani.

La richiesta di calamità naturale, era stata inviata nei giorni scorsi dai vertici del consorzio dopo aver quantificato in oltre ottanta milioni di euro il danno derivato per il settore della sola regione Campania. Uno stato di crisi che mette seriamente a rischio gli oltre ventimila posti di lavoro tra diretto e indotto.

“Vogliamo esprimere il nostro più vivo ringraziamento al presidente Vincenzo De Luca, alla sua giunta, al consigliere per l’agricoltura Regione Campania Nicola Caputo e alle associazioni di categoria per aver risposto positivamente e in tempi rapidi alla nostra istanza” – conclude Malafronte.

Della profonda crisi che sta interessando il settore florovivaistico della Campania a seguito dell’emergenza Covid-19, ha avuto un’eco anche sulle reti Rai, con due servizi video.

Nel Tg3 Campania del 27 marzo 2020 è stato dedicato un servizio al comparto firmato da Anna Teresa Damiano:

Nel Tg2 del 28 marzo 2020 invece è andato in onda un servizio a firma di Alfredo Cardone che ha voluto intervistare il presidente del Consorzio Vincenzo Malafronte e alcuni consorziati per rendersi conto della gravita della situazione:

Coronavirus: florovivaisti campani chiedono stato calamità27 Marzo , 12:09 (ANSA) – TORRE DEL GRECO (NAPOLI), 27 MAR – Il consorzio produttori florovivaisti campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo “stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti”.

”A chi dobbiamo vendere i nostri fiori?” si domanda Vincenzo Malafronte, presidente del consorzio produttori florovivaisti campani. ”Un controsenso evidente – prosegue – Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione di considerare lo stato di calamità naturale per il settore.

Malafronte si rivolge direttamente al governatore campano Vincenzo De Luca ”da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”. Il consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al ministro Bellanova: ”Ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” conclude Malafronte. (ANSA)YW0-TOR

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Anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha diramato un comunicato a sostegno della vertenza del comparto:

Richiesto lo stato di calamità naturale. “Abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi”

Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti.

“A chi dobbiamo vendere i nostri fiori? – si interroga Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. Un controsenso evidente. Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione Campania di considerare lo stato di calamità naturale per il settore.

Malafronte si rivolge direttamente al presidente della Regione Vincenzo De Luca “da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”.

Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al Ministro Bellanova: “ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” – conclude Malafronte. 

(ANSA) – NAPOLI, 19 MAR – Anche il mondo campano del florovivaismo è in ginocchio. Sono a rischio 20mila posti di lavoro e si stima una perdita di fatturato di 250 milioni di euro. La crisi campana si inserisce in un quadro nazionale che vede il 60% della produzione di fiori e piante ormai destinato alla distruzione. A denunciare lo stato di crisi è il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani presieduto da Vincenzo Malafronte, cui si unisce il mondo degli imprenditori agricoli di Cia Campania.

Cia Campania e il Consorzio Produttori Florovivaisti chiedono l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito. “Siamo consapevoli – afferma Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania – che questo è un momento difficile per tutti e noi, come associazione, siamo in prima linea a fianco delle istituzioni per esempio per la sanificazione dei territori con i nostri trattori. Proprio per questo segnaliamo con forza la necessità di non lasciare indietro nessuno, il florovivaismo campano è un comparto importante per l’economia della regione e va sostenuto con misure ad hoc”.

Tra gli interventi richiesti da Cia a livello nazionale c’è, per esempio, la sospensione dei mutui anche per le aziende che abbiano un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, la cassa integrazione per lavoratori in deroga alle regole attuali, il rinvio del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte, il sostegno al reddito per i soci produttori delle cooperative.

RASSEGNA STAMPA

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GAZZETTA DI AVELLINO

Coronavirus: florovivaisti, già persi 30 milioni di euro In Campania a rischio 20 mila posti di lavoro
18 Marzo, 13:45 (ANSA) – NAPOLI, 18 MAR –
“Il crollo degli ordini, le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente”. Lo afferma Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando il decreto ‘Cura-Italia’. “Senza nessun tipo di intervento – continua Malafronte – il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà”. “Le aziende sono costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto, che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti”. Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali”. (ANSA). COM-RR

Coronavirus: Malafronte (Cpfc), da governo nessuna misura per settore florovivaistico

Roma, 17 mar 10:19 – (Agenzia Nova) – “Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo Centrale non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà”. Lo ha dichiarato Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio produttori florovivaisti campani, commentando il decreto “Cura-Italia”. “Chiediamo una risposta forte e urgente per il nostro settore – ha proseguito il presidente del Consorzio – che però al momento non c’è stata. L’emergenza legata al Covid-19 è arrivata nel clou della stagione per la produzione e la vendita di piante e fiori, con aziende costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti, ma che danno il senso della situazione che stanno vivendo i nostri operatori”. Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del Ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali”.”Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro. Il crollo degli ordini – ha proseguito Malafronte – le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente. Senza un intervento importante da parte del Governo saremo destinati al default. Abbiamo perso l’8 marzo e perderemo i due mesi più importanti dell’anno, che costituiscono gran parte del nostro fatturato e non avremo grandi margini di manovra per recuperare il terreno perso”. (Ren) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata

Coronavirus: crollata domanda esportazione fiori Olanda
Direttore FloraHollande, intervento governo o aziende a rischio
17 Marzo , 12:31 (ANSA) – BRUXELLES, 17 MAR –
L’esportazione di fiori olandesi si è quasi completamente fermata a causa del coronavirus. “Non ci sono negozi aperti” e “la domanda è crollata”, ha detto Steven van Schilfgaarde, direttore di FloraHolland, stando al quotidiano De Telegraaf e a Politico.eu, avvertendo che senza prestiti di emergenza da parte del governo e delle banche, molte aziende falliranno nel giro di poche settimane. “I prezzi delle ultime due settimane sono stati inferiori del 50% rispetto al normale. Venerdì scorso, il 20% dell’offerta è stata distrutta perché non c’erano acquirenti per questo”, ha aggiunto van Schilfgaarde, precisando che le aspettative per le prossime settimane sono persino peggiori. I Paesi Bassi rappresentano circa il 35 percento delle esportazioni globali di fiori e piante. Circa 150.000 persone lavorano nel settore. (ANSA)

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Il comparto rischia il fallimento. In Campania a rischio 20 mila posti di lavoro

“Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo Centrale non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà” – esprime tutta la sua rabbia e delusione Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando il decreto “Cura-Italia”.

“Chiediamo una risposta forte e urgente per il nostro settore, che però al momento non c’è stata. L’emergenza legata al Covid-19 è arrivata nel clou della stagione per la produzione e la vendita di piante e fiori, con aziende costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti, ma che danno il senso della situazione che stanno vivendo i nostri operatori” – continua Malafronte.

Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del Ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali” – afferma il presidente del Consorzio.

“Il crollo degli ordini, le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente. Senza un intervento importante da parte del Governo saremo destinati al default. Abbiamo perso l’8 marzo e perderemo i due mesi più importanti dell’anno, che costituiscono gran parte del nostro fatturato e non avremo grandi margini di manovra per recuperare il terreno perso” – spiega il presidente del Consorzio che conta circa 250 soci in Regione Campania che occupa un posto di rilievo nell’ambito dell’economia agricola regionale per la presenza di un notevole numero di aziende (con circa 20.000 addetti incluso l’indotto) a fronte di una modesta superficie impegnata di 1.010 ettari pari ad appena lo 0,19% della SAU totale regionale.

Intanto continua da parte del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani la raccolta dati per la valutazione dei danni attraverso un’apposita scheda da compilare che è possibile reperire sul sito www.gaiaflorum.com.

In questo momento così difficile per tutto il settore florovivaistico, non possiamo fermarci. In queste ore abbiamo ricevuto numerose telefonate e richieste di sostegno anche da parte di operatori del settore pugliesi e siciliani. Abbiamo quindi deciso di continuare la nostra azione di raccolta delle schede per la valutazione dei danni derivati dall’emergenza #coronavirus.

La nostra iniziativa vuole rappresentare un faro di speranza per tutti noi e una concreta evidenza dell’unione del settore. Le schede confluiranno in una banca dati che servirà a tracciare una mappa dettagliata di quanto sta accadendo nel nostro settore. Purtroppo tante aziende, cooperative e piccoli imprenditori stanno facendo i conti con una perdita di produzione che in molti casi raggiunge il 100%.

La mail dove inviare la scheda compilata con relativa copia della Carta di Identità, eventualmente correlata da documentazione fotografica, è info@gaiaflorum.com

Per eventuali informazioni potrete contattare in qualsiasi momento il seguente numero: 349 3105281

LA SCHEDA PER LA VALUTAZIONE DEI DANNI —> https://bit.ly/2QebtNc

Coranavirus: emergenza manda in crisi settore florovivaistico
Consorzio produttori Campani: danni per 30 mln di euro

(ANSA) – NAPOLI, 13 MAR – L’emergenza Coronavirus ferma il settore florovivaistico campano: è quanto denunciano i produttori. “Crollo degli ordini, piante rimaste invendute, steli non raccolti, export praticamente fermo, serre piene, mancanza di spazio e continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, tanto che si ipotizza una perdita in termini di produzioni di oltre 30 milioni di euro. Una situazione che con il passare dei giorni sta diventando sempre più critica e il tutto sta avvenendo proprio nel momento di maggiore produzione per il comparto”, si legge in una nota. Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani ha predisposto una scheda di valutazione dei danni subiti dalle aziende a seguito dell’emergenza Coronavirus che sarà messa a disposizione di tutti gli operatori del comparto (scaricabile anche dal sito www.gaiaflorum.com) in modo da quantificare per ogni singola azienda le perdite registrate e che sarà parte integrante della richiesta di misure urgenti che la prossima settimana sarà inviata a Regione e Ministero: “Abbiamo bisogno che Regione e Ministero ascoltino le nostre richieste e allo stesso tempo si provveda a mettere in campo iniziative concrete a sostegno del comparto. Lo scenario futuro, in termini economici, non è dei migliori, bisogna intervenire con azioni mirate” – è la richiesta del Consorzio. La situazione con il passare dei giorni, però, sta diventando insostenibile. “Dalla Piana del Sele al Vesuviano stiamo registrando situazioni analoghe. Tanti nostri consorziati sono costretti a distruggere la produzione a causa di un blocco pressoché totale del mercato”, fanno sapere dai vertici del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme. La scorsa settimana i vertici del Consorzio, che conta oltre 250 iscritti tra operatori del settore e cooperative, avevano provveduto a chiedere ufficialmente l’apertura di un tavolo di confronto con Regione Campania e Ministero dell’Agricoltura per studiare misure di sostegno per il settore. (ANSA).

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Export fermo, ordini cancellati, i produttori costretti a distruggere gli steli

L’emergenza Coronavirus ferma il settore florovivaistico campano. Crollo degli ordini, piante rimaste invendute, steli non raccolti, export praticamente fermo, serre piene, mancanza di spazio e continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, tanto che si ipotizza una perdita in termini di produzioni di oltre 30 milioni di euro.

Una situazione che con il passare dei giorni sta diventando sempre più critica e il tutto sta avvenendo proprio nel momento di maggiore produzione per il comparto.

Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani ha predisposto una scheda di valutazione dei danni subiti dalle aziende a seguito dell’emergenza Coronavirus che sarà messa a disposizione di tutti gli operatori del comparto in modo da quantificare per ogni singola azienda le perdite registrate e che sarà parte integrante della richiesta di misure urgenti che la prossima settimana sarà inviata a Regione e Ministero: “Abbiamo bisogno che Regione e Ministero ascoltino le nostre richieste e allo stesso tempo si provveda a mettere in campo iniziative concrete a sostegno del comparto. Lo scenario futuro, in termini economici, non è dei migliori, bisogna intervenire con azioni mirate” – è la richiesta del Consorzio.

La situazione con il passare dei giorni, però, sta diventando insostenibile: “Dalla Piana del Sele al Vesuviano stiamo registrando situazioni analoghe. Tanti nostri consorziati sono costretti a distruggere la produzione a causa di un blocco pressoché totale del mercato” – fanno sapere dai vertici del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme. La scorsa settimana i vertici del Consorzio, che conta oltre 250 iscritti tra operatori del settore e cooperative, avevano provveduto a chiedere ufficialmente l’apertura di un tavolo di confronto con Regione Campania e Ministero dell’Agricoltura per studiare misure di sostegno per il settore.

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